castel penede nago

Castel Penede tra storia e leggenda

by / 0 Commenti / 13 agosto 2015

Andar per castelli mi è sempre piaciuto molto. Sarà perchè conservano il fascino della storia o perchè  quelli nei dintorni del Garda hanno la fortuna di trovarsi in posti magnifici con vista sul lago?

Oggi scopriamo Castel Penede a Nago, sulla sponda trentina del Lago di Garda. Un castello poco conosciuto rispetto a quelli “cittadini” come Arco, Malcesine e Sirmione, proprio per la sua posizione: si trova al di fuori dal paese, nel bosco. Questo è anche il suo punto di forza: domina Torbole e tutto il promontorio dell’Alto Garda arroccato sulla collina. Più bello di così!vista castel penede

Un luogo, una storia…ma anche una bella passeggiata a piedi, per chi desidera fare movimento anche in vacanza. Come di consueto, quando c’è da approfondire qualche aspetto particolare, viene chiamato in causa il nostro storico, Elvio Pederzolli. Lui ci guiderà nel passato di Castel Penede, raccontandoci verità e qualche leggenda. Ma prima ci dobbiamo arrivare, a Castel Penede. Che ne dici, partiamo?

Come si arriva a Castel Penede

Parcheggia la macchina presso il Forte Alto o svolta alla rotonda dopo il ristorante Tex Mex. C’è un parcheggio molto grande.

forte alto

Entra nel centro di Nago e segui le indicazioni per Castel Penede. Oltrepassato il Forte Alto si arriva ad un parco dove trovi il sentiero che ti porta fino alle rovine del castello in circa mezz’ora di cammino.

mappa castel penede

E’ un percorso adatto a tutti: comprende itinerari su stradine, mulattiere e sentieri comodi. Puoi tranquillamente affrontarlo anche se sei alla prima esperienza in montagna. Ricordati sempre di portarti tutto l’occorrente, di vestirti in modo adeguato e non dimenticare la macchina fotografica!

Panorama da cartolina

Eccoci davanti ad uno dei più suggestivi panorami sul lago di Garda e sulle catene montuose circostanti.

castel penede nago

Anche se del castello rimangono solo i ruderi, mi piace immaginare la fortuna dei nobili e dei condottieri che vi hanno soggiornato: svegliarsi al mattino e godere di una vista così…

Ma non è per il panorama che è stato costruito, o perlomeno, non solo per quello. Vuoi saperne di più?

Affido alle parole di Elvio Pederzolli l’approfondimento storico. Lui è un ricercatore appassionato, scrittore di libri e fotografo, lo abbiamo già conosciuto nei mesi scorsi con la Ponale e continua ad accompagnarci con le sue “pillole di storia” e belle immagini.

Castel Penede e dintorni – di Elvio Pederzolli

Visitare Castel Penede non è solo vedere un castello. Ma addentrarsi, e senza sconti, in secoli di vicende, imprese, leggende.

Tutta la fascia rocciosa che chiude a nordest il lago di Garda ha moltissimo da raccontare, e proveremo a farlo qui, in poche righe e con alcune immagini.

castel penede nago

Si parte dalla preistoria, con la piana sottostante invasa da acquitrini e le acque benacensi che sono state per millenni una via di transito, al pari di alcune vie montane che qui si incrociano. Ecco quindi i primi ripari sottoroccia per cacciatori, poi villaggi su palafitte (poco a settentrione di Torbole), e sulle balze rocciose, le vedette ed i primi luoghi di rifugio. Dossi rocciosi, come quello che ospita i ruderi del castello che hanno avuto e mantenuto inalterato nei secoli il ruolo di riparo e vedetta.

Castel Penede, seppure sbrecciato dai secoli e soprattutto dalle mine francesi del generale Vendome che nel 1703, prima di ritirarsi, ben pensò di distruggere le molte fortezze che gli avevano ostacolato il passaggio, è il condensato di quanto già detto.

castel penede nago

Tra i ruderi del maniero medievale (nato su basi preistoriche, romane e via via mantenuto nei secoli), troviamo infatti dei bunker scavati nella roccia durante la Prima Guerra Mondiale e riutilizzati nella Seconda.

La sottostante valletta di Santa Lucia è stata la via principale sino a due secoli fa quando, con la costruzione di nuove strade sul versante occidentale della prua di roccia su cui sorge il castello, il traffico si è spostato altrove. Il vicino Forte di Nago, su due livelli, non fà che ripetere in chiave più moderna il compito svolto per secoli dal castello.santa lucia flotta

Conteso durante tutte le controversie feudali e le battaglie che hanno segnato profondamente il territorio altogardesano, Castel Penede con il suo panorama ci permette di abbracciare non solo una visuale superba sull’intorno, ma anche tanti episodi. Tra questi, sicuramente degna di attenzione l’incredibile impresa realizzata dai Veneziani che, in lotta con i Milanesi, portarono ben due flotte da Chioggia al lago di Garda attraverso l’Adige sino a Mori. Da qui, attraverso la valle del Cameras, il Passo di San Giovanni e la ripidissima valletta di Santa Lucia, uomini e buoi tirarono il naviglio sino al lago di Garda. Era il 1439.

Valle di Santa Lucia

Ma oltre alla storia scritta, Castel Penede, come ogni castello che si rispetti, lascia voce anche alle leggende… Come quella di un’enorme forca costruita per impiccarvi un rampollo di casa d’Arco per convincere i suoi parenti, che dal loro castello ben potevano vedere quanto avveniva a Penede, ad arrendersi. Oppure la luce fioca accompagnata, pare, da un flebile lamento che in certe notti di luna si aggira tra i ruderi, in particolare dove mura e dirupo si fondono … Spettro tormentato di un’anima che non ha trovato pace. Mai.

penede e dintorni

Interessante far notare come intorno al castello sorgessero altre fortificazioni, poco note. La prima è ancora visibile a Nago, nei pressi della chiesetta di San Zeno: sul dosso roccioso sono ben visibili i ruderi di una torre (della cui storia non si sa nulla), chiamata “il cimitero” e forse utilizzata anche con tale funzione quando non ne rimase che il basamento.nago

Un’altra torre svettava, nei bui secoli delle invasioni barbariche, sullo sperone roccioso poco a Sud del castello, documentata da ritrovamenti archeologici. Infine, poco sopra l’abitato di Torbole, sul dosso comunemente detto “della banderuola” (o castel), resistono i ruderi di un’altra pressochè sconosciuta fortificazione medievale. Tutto l’intorno ospita inoltre fortificazioni dei due conflitti mondiali.castel penede nago

La mia pillola di storia

Anch’io mi sono impegnata per cercare qualche aspetto interessante riguardo al castello! Oltre al semplice percorso su come raggiungerlo, ho scoperto una leggenda. O meglio, come conferma Elvio, una diceria legata ad alcuni canti dell’Inferno.

Si racconta che Dante Alighieri, esule da Firenze, fu ospite dei Castelbarco al tempo del loro dominio sul castello.

La meravigliosa vista del lago gli avrebbe ispirato i celebri versi:

“Suso in Italia bella giace un laco

a piè dell’Alpe che serra Lamagna

sovra Tiralli, ch’ha nome Benaco.

Per mille fonti credo e più si bagna

tra Garda e Valcamonica, pennino

dell’acqua che nel detto laco stagna”.

Canto XX dell’Inferno

Spero che questo viaggio nella storia ti sia piaciuto.  Tu lo hai mai visitato? Vorresti andarci e ti serve qualche altra informazione? Lascia un tuo commento qui sotto.

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