Villa Angerer Arco

Villa Angerer ad Arco, un tesoro dell’Ottocento

by / 2 Commenti / 20 gennaio 2015

Un misterioso cancello colorato di verde e ruggine, grandi piante secolari che spuntano dal muro di cinta e un’antica villa abbandonata sullo sfondo…questa per me è stata per lungo Villa Angerer ad Arco.

Non ne conoscevo la storia e qualche volta, passando di lì per caso, mi sono chiesta a chi fosse appartenuta questa villa e per quale motivo nessuno se ne curasse più. Sabato la mia curiosità è stata accontentata, infatti ho potuto partecipare ad una visita guidata per scoprire Villa Angerer, il suo giardino ed il passato glorioso. La Villa si trova a Vigne, una frazione di Arco, circondata dalla campagna.

Visita Villa Angerer Arco

Un momento della visita a Villa Angerer di Arco

Ho preso qualche appunto, ecco cominciare la storia…

Arco, il Kurort dell’Impero Austro-Ungarico durante l’Ottocento

Nel 1870 a seguito di una carestia che colpì l’economia rurale di Arco ed in concomitanza all’emergere della borghesia imprenditoriale locale e austro-ungarica, si capì che Arco poteva diventare un luogo di villeggiatura e si iniziò a valorizzare il particolare clima mediterraneo che si gode nella zona. Questo è dovuto alla vicinanza del Lago di Garda, che mitiga gli inverni ed alla particolare collocazione geografica di Arco, situata in una specie di anfiteatro naturale protetto dalle correnti ventose.

E’ così che ricchi borghesi e nobili dell’Impero Austro-Ungarico iniziano a frequentare Arco ed il lago, dando inizio ad un’economia basata sull’ospitalità che porterà al cambiamento anche nell’urbanistica di Arco: le mura del Castello vengono abbattute per fare posto a larghi viali alberati sui quali scorreranno le carrozze e passeggeranno importanti personalità dell’epoca.

Arco diventa un “Winter-Kurort” che in tedesco significa letteralmente “luogo di cura invernale”. Dobbiamo leggere queste parole non in senso stretto, quindi non s’intende un luogo cura delle malattie (lo diventerà in seguito), bensì un posto di villeggiatura e di ricerca del benessere, dove la “cura” erano le passeggiate, l’aria ed il sole, la musica e gli incontri nei salotti nobiliari.

Villa Angerer Giardino

Il Giardino di Villa Angerer

La costruzione di Villa Angerer

Nel 1874 un ricco commerciante austriaco, Giovanni Angerer inizia la costruzione di questa villa, creando oltre all’edificio residenziale, anche un ampio parco con varietà arboree provenienti da tutto il mondo e di grande pregio. In villa si fa anche ospitalità, come testimoniano le cartoline dell’epoca, mostrate dal professor Turrini durante la visita.

Arriva la prima guerra mondiale ed i beni appartenenti agli stranieri vengono confiscati dal demanio italiano. Villa Angerer non segue questo destino perché nel frattempo la proprietaria, Ilda Angerer, diventa cittadina italiana, mantenendo la proprietà della villa e del magnifico parco circostante.

Nel 1935 la Villa viene venduta all’opera Fides, che ne fa un sanatorio per la cura della tubercolosi. Molte altre ville di Arco, come Villa Regina o Villa San Pancrazio, diventano anch’esse ospedali, fino ad offrire più di 2.000 posti letto. Manterranno questa funzione fino ai giorni nostri.

Negli anni Sessanta la tubercolosi diventa curabile e la Villa viene chiusa. Da allora sono state avanzate varie ipotesi di utilizzo di questa struttura, ma di fatto nessuna è stata concretizzata e la villa ha vissuto un lungo periodo di abbandono, fino a pochi anni fa, quando la Provincia (Patrimonio del Trentino), proprietaria della struttura ha avviato un’opera di rimessa a nuovo del parco botanico, preda dell’abbandono e delle erbacce.

Villa Angerer Arco Balcone

Un particolare dei balconi lavorati

Il giardino botanico

Oggi è possibile visitare il giardino ma non la struttura, che è in molti punti pericolante. Un lungo viale alberato, un tempo percorso da carrozze, conduce all’entrata della villa. Le fontane, le scalinate, i balconi e la ricchezza di piante ricordano un passato di abbondanza e cura del bello. Ad ogni angolo si possono distinguere varietà diverse: la magnolia, il bosso, palme e cedri, olmi e aranci, ma anche limonaie, l’olivaia ed un bosco di bambù.

Scopro che possedere sequoie secolari e varietà di piante esotiche come l’eucalipto, la canfora e la yucca, all’epoca era considerato un simbolo di elevato status sociale. E’ curioso sapere che già a fine Ottocento si utilizzava quello che oggi chiamiamo “testimonial marketing”, cioè una forma di promozione basata sulla testimonianza del passaggio di personaggi famosi, come duchi e generali dell’Impero Austro-Ungarico. Questo avveniva attraverso la pubblicazione della “Kurliste”, ossia di un giornale che rendeva nota la lista degli ospiti stati ad Arco in villeggiatura.

Villa Angerer bambù

Il bosco di bambù

Complimenti agli organizzatori per la visita, eravamo un bel gruppo numeroso ed alla conclusione tutti sembravano soddisfatti di aver potuto conoscere un angolo nascosto e  un pezzo della straordinaria storia di Arco.

Per informazioni: Associazione Il Sommolago e Comitato dei Santi Marcello e Antonio-Chiarano.

2 Comment

  1. …..bella, interessante, affascinante,
    ti riporta nella storia di nobildonne, nobili con il loro sfarzo…
    e ti fa sognare!
    E tutto qui fra noi.
    Mariella

    • Felice di averti riportata nei fasti dell’Ottocento, Mariella. Villa Angerer è’ uno dei tanti tesori nascosti di Arco che continuerò a raccontare qui sul blog. A presto!

      Ilenia

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